|
|
Il Parco archeologico di Baratti e
Populonia è esteso per circa 80 ettari tra le pendici del promontorio
di Piombino e il Golfo di Baratti. Ospita uno dei contesti più
importanti della civiltà etrusca, per le tracce dell'attività
siderurgica e degli aspetti culturali e commerciali che da essa ebbero
sviluppo. Populonia si affermò, a partire dall'età del ferro (IX
secolo a.C.), come punto di approdo e luogo strategico di incontro tra
le rotte tirreniche che collegavano la Sardegna con la Corsica e l'Etruria,
esercitando allo stesso tempo un controllo sui giacimenti minerari del
campigliese (attualmente tutelati dal Parco archeominerario di San
Silvestro). Tra il VI ed il IV secolo a.C., Populonia divenne il
principale centro siderurgico del Mediterraneo nel trattamento del
minerale di ematite, estratto all'Isola d'Elba. Populonia si articola
in una città alta e in una città bassa, cioè in una zona incentrata
sul porto e in un'acropoli naturalmente difesa posta sul promontorio.
La città bassa comprendeva le installazioni portuali e il quartiere
industriale, situato al di fuori del circuito murario sul Poggio alla
Porcareccia, dove è stato scoperto anche un breve tratto di strada
lastricata. Nel quartiere industriale, oggi visitabile percorrendo la
Via del
Ferro, sono venuti alla luce edifici adibiti all'attività
produttiva rivolta al raffinamento dei materiali ferrosi. Come nel
caso delle altre principali città etrusche, quanto conosciamo
dell'architettura e in generale della cultura artistica di Populonia
si deve soprattutto alle aree cimiteriali. Nel Parco di Baratti e
Populonia si possono visitare alcuni tra i più significativi esempi di
tombe monumentali. Nella parte più bassa del parco, un percorso
guidato vi mostrerà la ormai nota
Necropoli di San Cerbone e Podere Casone. Un sentiero congiunge il
centro
visita al
centro
di archeologia sperimentale da dove si sviluppano un
percorso
naturalistico e laVia
delle Cave, che conduce alla Necropoli delle Grotte appena
scoperta. |
|